I siti “rubati” nel settore Camper

giu 24th, 2010 | By | Category: In primo piano, News

Nel nostro lavoro capita spesso che per cercare un recapito o numero di telefono si faccia riferimento al web. Si digita il nome della ditta che si vuol contattare su google e il gioco è fatto. Niente di più facile.

Però …. tante volte mi è capitato di trovare pagine, diciamo così ingannevoli. Faccio un esempio pratico. Pochi giorni fa volevo contattare uno dei concesionari più importanti della Lombardia, CampingSportMagenta. Ho digitato quindi su google www.campingsportmagenta.it e sono stato indirizzato su una pagina dove erano presenti pubblicità di camper ma niente che facesse riferimento al concessionario che cercavo. Ho cliccato su due o tre pagine e poi mi è venuto un dubbio. Ho ridigitato il dominio cambiando il .it con il .com e finalmente ho trovato quello giusto.

Il giochino è molto semplice. Si cerca un dominio che si presume abbia molti visitatori e del quale ingenuamente si è registrato solo un estensione di domino. I più ricercati sono il .com e naturamente nel nostro paese il .it. A questo punto si registra quello libero e si inserisce una pagina di pubblicità payperclick. La più comune è Adsense di Google ma ne esistono almeno altri cento. Praticamente il gestore del sito guadagna su ogni visitatore che erroneamente entra sul sito e cercando clicca inavvertitamente su queste pubblicità. Il visitatore non paga niente e mentre l’inserzionista si vede addebitato magari 0,10 cent a visitatore. Tenete presente che l’inserzionista non sa niente di dove vengono pubblicati i propri annunci. Fa un contratto con un operatore che gli assicura dei visitatori e non sa dove questi annunci vengono pubblicati.

Insomma una buona maniera per guadagnare sul web senza fare nulla. La domanda però che ci viene spontanea però è: ma è tutto legale?

Qui si entra nei meandri di leggi da interpretare e, quando si ha a che fare con registrazioni .com, non solo italiane. Insomma difficilissimo venirne fuori. Lo scorso anno CampingSportMagenta era riuscito per un certo periodo a far oscurare il sito concorrente, ma dopo poco tempo tutto è ritornato come prima.

A volte questi siti hanno pubblicizzato ben in evidenza “questo dominio è in vendita” e si può cercare di riappropiarsi del proprio nome facendo un’offerta a costi però molto superiori che la registrazione di un normale dominio.

Questo è un fenomeno che è presente in tutto il web, ma noi ci occupiamo solo del nostro settore.

In una ventina di minuti abbiamo scoperto queste, chiamiamole così, “anomalie”.

Giusto per restare nel milanese a un lubam.it corrispone un lubam.com che niente ha a che fare con l’azienda in questione. Compaiono però pubblicità legate al mondo del camper.

Qualcuno ha pensato bene di appropriarsi del nome di un noto concessionario che ha chiuso lo scorso anno. Strano che digitando expocaravan.it compaia praticamente la stessa pagina di lubam.com.

Ma non pensate che il fenomeno sia legato solo ai concessionari. Se andiamo a vedere le case costruttrici la situazione è ancora peggio.

Che dire di Carthago, Chausson, Hymer o Wingamm che hanno tutti la desinenza .com. Se erroneamente provate ad entrare sul .it ecco che vi comparirà più o meno sempre la stessa pagina di pubblicità sui camper.

Oppure volete diventare padroni di Rimor.com? Basta andare sul sul sito e fare un’offerta ma non certo di pochi spiccioli. Abbiamo provato per curiosità ed ecco la mail di risposta.

Immagine 2

Per finire abbiamo dato un’occhiata anche ai siti dei nostri più blasonati colleghi dell’editoria.

Se il sito ufficiale è pleinair.it ecco che esiste un pleinair.com che presenta link sponsorizzati legati sia al mondo dei camper che ai viaggi, ma  nulla ha che vedere con la più diffusa rivista di settore. Anche qui il domino è in vendita e mi è venuta una mezza intenzione di fare uno scherzetto e diventare il prossimo padrone di PleinAir.

Anche CamperOnLIne.it ha una versione .com. Questa volta però si tenta di sfruttare il marchio di calzature CAMPER famoso in tutto il mondo, più che la versione italiana dedicata ai camper. Le pubblicità che compaiono sono infatti rin inglese e si riferiscono a calzature.

E pure noi siamo un po’ vittime. Se si prova ad andare su www.campernews.com troverete questo bell’annuncio. Alla modica cifra di 1.295 dollari! sarete voi i titolari.Immagine 1

Insomma l’unica soluzione è quella di registrare al più presto tutti i domini possibili.

D’altra parte è per questo che quando abbiamo registrato Campersupermarket oltre al .com e .it abbiamo bloccato tutti di domini possibili anche negli altri paesi europei: .fr, .de, .sp, .pt, .ch ……

E se vi hanno già registrato il vostro e volete sapere chi è stato vi segnaliamo questo sito dove si può fare una ricerca e nella maggior parte dei casi si viene a scoprire chi è il proprietario. http://www.whois.net

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