Pubblicato il Maggio 15, 2024

In sintesi:

  • L’altezza indicata sui cartelli non è assoluta: il “franco di sicurezza” può essere ridotto da nuove asfaltature, rendendo fondamentale un approccio cauto.
  • La misurazione precisa del camper (in assetto da viaggio) e la corretta configurazione del GPS con un margine di sicurezza sono le vostre prime linee di difesa.
  • La prevenzione è tutto: pianificare i percorsi urbani con strumenti come Street View e sapere come eseguire una manovra d’emergenza trasforma l’ansia in controllo procedurale.
  • Qualsiasi modifica al veicolo (pneumatici, sospensioni, accessori sul tetto) richiede una nuova misurazione: l’altezza del vostro camper non è un dato statico.

Quel sudore freddo che gela la schiena. La vista di un cartello di limite d’altezza tondo, rosso e bianco, che appare all’improvviso dopo una curva cieca. Il dubbio amletico: “Ci passo o non ci passo?”. Ogni camperista alla guida di un mansardato o di un motorhome imponente conosce questa sensazione, un misto di ansia e calcolo febbrile. Il timore non è solo quello di un danno estetico, ma di una vera e propria decapitazione della cellula abitativa, un disastro da migliaia di euro che può porre fine a una vacanza e alla serenità per molto tempo.

Molti si affidano a consigli generici come “misura il camper” o “usa un buon navigatore”. Sebbene validi, questi suggerimenti non colgono il nocciolo del problema. Da ingegnere civile, abituato a progettare e analizzare infrastrutture stradali, vi dico che la sicurezza non risiede in un singolo strumento, ma in un approccio sistemico. Non si tratta di combattere contro la strada, ma di instaurare un dialogo tecnico con essa, comprendendone la logica, le tolleranze e le inevitabili variabili.

La vera chiave per viaggiare senza patemi non è sperare di essere fortunati, ma padroneggiare la “geometria del rischio”. Significa capire perché un cartello può essere ingannevole, come le modifiche al vostro veicolo alterano la sua sagoma e quale protocollo seguire quando la prevenzione fallisce. Questo approccio trasforma il guidatore ansioso in un pilota consapevole, che non subisce l’infrastruttura ma la interpreta con competenza.

Questo articolo vi guiderà attraverso un percorso logico per interiorizzare questa mentalità. Analizzeremo la fisica dei sottopassi, le strategie di pianificazione, la calibrazione degli strumenti digitali e, infine, le procedure per rendere il rispetto della sagoma del vostro veicolo un riflesso condizionato, non un pensiero angosciante.

Per affrontare questo tema in modo strutturato, esploreremo ogni aspetto cruciale, dalla teoria alla pratica. Il sommario seguente vi offre una panoramica completa del percorso che faremo insieme per trasformare la paura dei ponti bassi in pura e semplice competenza tecnica.

Perché i cartelli di altezza a volte indicano meno della realtà (e quando fidarsi)?

Il cartello stradale che indica l’altezza massima consentita non è un valore campato in aria, ma il risultato di un calcolo ingegneristico preciso. Per normativa, ogni ostacolo aereo (ponte, tunnel, cavalcavia) deve garantire un’altezza libera minima. A questa misura viene sottratto un valore noto come “franco di sicurezza”, una tolleranza pensata per assorbire piccole variazioni del veicolo o del manto stradale. Il numero che leggete sul cartello è quindi già un valore conservativo. Tuttavia, esiste una variabile critica che può erodere questo margine: il rifacimento del manto stradale. Strati successivi di asfalto, aggiunti negli anni, possono alzare il piano viabile di diversi centimetri, riducendo di fatto l’altezza utile senza che il cartello venga aggiornato tempestivamente.

Come confermano le normative e le discussioni tra esperti, i ponti autostradali sono generalmente standardizzati, ma le strade secondarie e urbane sono un’altra storia. I veicoli ricreazionali, con altezze che variano comunemente da 2,80 a 3,20 metri, sono particolarmente esposti a questo rischio. Quindi, come interpretare i segnali? La regola d’oro è trattarli come un limite massimo invalicabile, non come un’indicazione approssimativa. Un approccio da ingegnere impone di aggiungere un proprio margine di sicurezza mentale.

Ecco un protocollo operativo per la lettura dei cartelli:

  • Cartello rosso circolare: È un divieto assoluto. Indica il limite invalicabile. Se l’altezza indicata è vicina o uguale alla vostra, la decisione è una sola: fermarsi e trovare un’alternativa.
  • Cartello blu quadrato: È un preavviso, un’informazione. Vi sta preparando a una limitazione imminente, dandovi il tempo di pianificare una deviazione.
  • Condizioni dell’asfalto: Se il manto stradale sotto il ponte appare nuovo, scuro e liscio, considerate che l’altezza reale potrebbe essere inferiore a quella indicata. Sottrarre mentalmente 10-15 cm dal valore sul cartello è una precauzione saggia.
  • Mai rischiare al centimetro: Se il vostro camper è alto 3,10 m e il cartello indica 3,10 m, non passate. Il franco di sicurezza dell’ente gestore potrebbe essere stato annullato. Il vostro franco di sicurezza personale deve essere la priorità.

Come gestire l’ingresso in città evitando i tunnel della ferrovia troppo bassi?

I centri urbani e le loro periferie storiche sono un vero campo minato per i camper alti. Strade strette, balconi sporgenti e, soprattutto, vecchi sottopassi ferroviari rappresentano le trappole più comuni. Affidarsi unicamente al navigatore in questi contesti è un azzardo. La strategia vincente è la pianificazione proattiva, un’analisi preliminare del percorso che trasforma l’ignoto in un tragitto verificato. L’obiettivo non è “sperare di passare”, ma “sapere dove passare”. Un camperista con decenni di esperienza lo conferma, raccontando di battaglie con balconcini e incroci impossibili in Sardegna e sottolineando la sua regola ferrea: “non solo consulto Google Maps, ma nel dubbio prima di infilarci nell’ignoto, approfondisco anche con Street View”.

Questa testimonianza evidenzia un punto cruciale: la tecnologia è un alleato potente solo se usata in modo strategico. Ecco un piano d’azione per un “avvicinamento urbano sicuro”:

  1. Esplorazione Virtuale: Prima della partenza, dedicate 15 minuti a percorrere virtualmente gli ultimi chilometri del vostro itinerario su Google Street View. Verificate visualmente la presenza di sottopassi, strettoie o cartelli sospetti.
  2. Identificazione dei Punti di Scambio: Individuate sulla mappa i parcheggi scambiatori (P+R) o le grandi aree di sosta in periferia. Queste strutture sono quasi sempre progettate con accessi ampi e altezze adeguate per bus e veicoli pesanti. Lasciare lì il camper e usare i mezzi pubblici è spesso la soluzione più intelligente e rilassante.
  3. Privilegiare le Arterie Principali: Evitate di “tagliare” per le strade secondarie per risparmiare pochi minuti. Le tangenziali, le circonvallazioni e le grandi vie di accesso sono progettate con standard di sicurezza (e di altezza) superiori.
  4. Consultare la Comunità: Utilizzate i gruppi Facebook o i forum di camperisti dedicati a una specifica regione o città. Chiedere un consiglio su “il miglior percorso per raggiungere X con un mansardato” può fornirvi informazioni preziose che nessun navigatore possiede.
  5. Pianificare una Via di Fuga: Mentre esplorate con Street View, identificate non solo il percorso ideale, ma anche una piazza, un parcheggio o uno slargo immediatamente prima del punto critico. Questo sarà il vostro “punto di inversione sicuro” nel caso in cui la realtà differisca dalla mappa.

Manovra di emergenza: come tornare indietro quando ti trovi davanti a un ponte basso con traffico dietro?

Nonostante tutta la pianificazione, l’imprevisto può accadere. Vi trovate in una strada a senso unico, con un ponte troppo basso a pochi metri e una coda di auto impazienti alle vostre spalle. Il panico è la reazione istintiva, ma è anche il peggior nemico. In questa situazione, serve un protocollo di non-ingaggio, una sequenza di azioni calme e deliberate per risolvere la situazione senza causare danni o incidenti. La priorità assoluta è la sicurezza, non la fretta.

La chiave è la comunicazione. Scendere dal veicolo e parlare con gli altri automobilisti non è un segno di debolezza, ma di responsabilità. Spiegare con calma la situazione (“Ho sbagliato strada, il mio camper è troppo alto per passare, devo fare retromarcia”) trasformerà l’irritazione in collaborazione. Molti automobilisti, vedendo la vostra gestione lucida del problema, saranno disposti ad aiutarvi creando lo spazio necessario.

Camperista che gestisce retromarcia di emergenza con traffico, comunicazione gestuale

Ecco il protocollo S.O.S. da seguire scrupolosamente:

  • S – STOP: Fermate immediatamente il veicolo non appena realizzate il pericolo. Non tentate di “provare” ad avanzare. Accendete subito le quattro frecce d’emergenza.
  • O – Organizza: Scendete dal camper (con giubbotto ad alta visibilità). Avvicinatevi al primo guidatore dietro di voi. Spiegate la situazione e chiedete la sua collaborazione per fare spazio. Se avete un passeggero, fategli gestire il traffico posteriore mentre voi vi concentrate sulla manovra.
  • S – Sicurezza: Eseguite la retromarcia con estrema lentezza. Fatevi guidare a voce e a gesti dal vostro passeggero posizionato all’esterno, che avrà una visuale completa degli ostacoli. Se siete soli e la situazione è complessa o pericolosa (curva, traffico intenso), non esitate: chiamate le forze dell’ordine (112). La loro presenza garantirà la sicurezza di tutti. Meglio perdere 30 minuti che causare un incidente.

Il rischio di toccare sotto un ponte perché hai cambiato le gomme o le sospensioni

Molti camperisti commettono un errore fondamentale: considerano l’altezza del proprio veicolo, misurata il giorno dell’acquisto, come un dato immutabile. In realtà, la sagoma limite del vostro camper è una variabile dinamica, soggetta a cambiamenti anche significativi a seguito di modifiche apparentemente innocue. Un nuovo set di pneumatici con una spalla leggermente più alta, l’installazione di sospensioni ad aria o il montaggio di un pannello solare possono alterare l’altezza totale di quei centimetri cruciali che fanno la differenza tra un passaggio sicuro e un disastro. Questo concetto è quello che chiamo calibrazione dinamica: la consapevolezza che ogni modifica richiede una nuova, precisa misurazione.

È essenziale comprendere come i diversi interventi impattano sulla geometria del veicolo. Come illustrato in una recente analisi comparativa delle modifiche più comuni, le variazioni possono essere significative e spesso sottovalutate.

Impatto delle modifiche sull’altezza totale del camper
Modifica Variazione Altezza Note Importanti
Pneumatici da spalla 65 a 70 +2,5 cm circa L’aumento del raggio si ripercuote direttamente sull’altezza.
Sospensioni ad aria da +5 a -5 cm L’altezza diventa variabile; è cruciale conoscere la quota in assetto di marcia.
Portabici posteriore 0 cm (altezza) Non influisce sull’altezza ma aumenta lo sbalzo e il rischio di toccare su rampe.
Box da tetto +40-50 cm La modifica più impattante. Rimuoverlo quando non strettamente necessario.
Pannelli solari +5-10 cm Dipende dal tipo di staffe di montaggio (incollate vs avvitate).

Ignorare queste variazioni significa guidare con dati errati, vanificando l’utilità del navigatore e dei promemoria. Dopo ogni modifica che possa influire sull’assetto o sull’altezza, è imperativo eseguire una nuova e scrupolosa misurazione secondo il protocollo corretto. Solo così potrete essere certi che l’altezza che avete in mente (e nel GPS) corrisponda alla realtà fisica del vostro mezzo.

Quando usare le mappe per camionisti per essere sicuri al 100% dell’altezza libera?

Nell’era digitale, la tecnologia offre strumenti potenti per mitigare i rischi legati all’altezza. I navigatori dedicati per camper e le app per camionisti sono progettati specificamente per calcolare percorsi che tengano conto delle dimensioni del veicolo. Tuttavia, non sono una panacea e la loro efficacia dipende interamente dalla qualità dei dati e dalla corretta configurazione da parte dell’utente. La domanda non è “quale navigatore è il migliore?”, ma “quando e come dovrei usare questi strumenti per massimizzare la mia sicurezza?”. La risposta è: sempre, ma con spirito critico.

Un navigatore per mezzi pesanti è indispensabile quando si viaggia fuori dalle grandi arterie autostradali, si esplorano zone rurali o si entra in centri storici sconosciuti. Questi strumenti utilizzano mappe arricchite con dati su limiti di altezza, larghezza, peso e pendenza, informazioni assenti nelle mappe standard per auto. Come evidenzia un recente confronto tra le principali soluzioni software, esistono opzioni per tutte le tasche, dai dispositivi dedicati alle app per smartphone.

Confronto navigatori camper vs app camion 2024
Navigatore/App Prezzo Indicativo Pro Contro
TomTom GO Camper €300-400 Specifico per camper, POI di campeggi, molto intuitivo. Costo elevato del dispositivo.
Garmin Camper Series €400-500 Mappe dettagliate e affidabili, aggiornamenti a vita. Interfaccia a volte datata, prezzo alto.
Sygic Truck & RV Navigation €20-80/anno Molto economico, profili veicolo altamente personalizzabili. Pensato primariamente per camion, può suggerire percorsi più lunghi.
CoPilot Camper Navigation €40 una tantum Ottimo rapporto qualità/prezzo, mappe offline. Supporto e aggiornamenti meno frequenti rispetto ai leader.

La scelta dipende dal budget e dalla frequenza d’uso. Un dispositivo dedicato Garmin o TomTom offre un’affidabilità e una semplicità d’uso superiori. Un’app come Sygic o CoPilot su smartphone o tablet rappresenta un’alternativa eccellente e più economica, richiedendo solo una maggiore attenzione nella configurazione iniziale. L’importante è non considerare mai il navigatore come un pilota automatico infallibile. Va visto come un consulente di rotta esperto, le cui indicazioni vanno sempre verificate con il buon senso e, nei punti più critici, con una ricognizione visuale o tramite Street View.

Come misurare l’altezza comprensiva di antenna, oblò e condizionatore per i sottopassi?

La misurazione dell’altezza del camper è l’atto fondativo di tutta la strategia di prevenzione. Un dato errato, anche di pochi centimetri, può vanificare ogni altro sforzo. L’errore più comune è misurare il veicolo a vuoto, in condizioni non realistiche. Dal punto di vista ingegneristico, la misurazione deve avvenire in “assetto di marcia”, ovvero nelle condizioni più vicine possibili a quelle di un viaggio tipico. Questo significa con i serbatoi pieni, le attrezzature a bordo e la pressione degli pneumatici corretta. Solo così la misura sarà rappresentativa della realtà.

Esistono diverse tipologie di camper, e le loro altezze standard variano notevolmente, influenzando il livello di rischio. I mansardati sono intrinsecamente i più esposti, superando spesso la soglia critica dei 3 metri.

Altezze tipiche delle diverse tipologie di camper
Tipologia Camper Altezza Min Altezza Max Note
Furgonato (Van) 2,00 m 2,55 m Generalmente passano sotto le sbarre dei parcheggi (2,10 m).
Semintegrale (Profilato) 2,60 m 2,95 m Un buon compromesso, ma attenzione agli accessori sul tetto.
Mansardato 3,00 m 3,35 m Massima attenzione: la mansarda è il punto più a rischio.
Motorhome (Integrale) 2,80 m 3,10 m L’altezza varia molto in base al design e al telaio.

Per ottenere una misurazione a prova di errore, seguite questo protocollo rigoroso:

  1. Preparazione del Veicolo: Posizionate il camper su una superficie perfettamente piana e orizzontale. Gonfiate gli pneumatici alla pressione da pieno carico indicata sul manuale. Caricate il veicolo come fareste per una vacanza: serbatoi dell’acqua pieni, pieno di carburante, bagagli essenziali.
  2. Individuazione del Punto Più Alto: Ispezionate attentamente il tetto. Il punto più alto non è quasi mai il tetto stesso, ma un accessorio: l’antenna satellitare, il fungo del camino della stufa, il punto più alto del condizionatore o un angolo del pannello solare.
  3. Misurazione Strumentale: Utilizzate un’asta telescopica o una livella laser. Un metodo “casalingo” ma efficace consiste nell’appoggiare un’assicella di legno perfettamente dritta sul punto più alto, facendola sporgere di lato. Assicuratevi che sia in bolla e misurate la distanza verticale tra il lato inferiore dell’assicella e il suolo. Eseguite la misura su entrambi i lati del veicolo e prendete il valore massimo.
  4. Aggiunta del Margine di Sicurezza Personale: Al valore misurato, aggiungete tassativamente un margine di almeno 5-10 cm. Questo sarà il vostro dato ufficiale, quello da inserire nel GPS e da memorizzare. Questo margine copre piccole imperfezioni della strada e lievi ondeggiamenti del veicolo.
  5. Documentazione: Scattate una foto chiara della misurazione e del valore finale. Salvatela sul telefono. Sarà un riferimento prezioso in futuro e un’utile prova in caso di contestazioni.

Come configurare correttamente altezza, larghezza e peso nel navigatore dedicato?

Avere un navigatore specifico per camper o camion non serve a nulla se i dati inseriti sono sbagliati o approssimativi. La configurazione del profilo del veicolo è il momento in cui si traduce la realtà fisica del vostro camper in un linguaggio comprensibile al software. Un errore qui significa dare al vostro “copilota digitale” istruzioni errate, che potrebbero portarvi dritti verso un disastro. L’approccio deve essere, ancora una volta, metodico e conservativo.

L’errore più comune è inserire le misure esatte rilevate. La configurazione corretta, invece, prevede l’inserimento di valori “gonfiati” che includano già il vostro margine di sicurezza personale. Il navigatore deve lavorare con i vostri standard di sicurezza, non con le misure nude e crude del veicolo. Questo garantisce che il software eviti anche quei passaggi che, in teoria, sarebbero possibili “al centimetro”, ma che nella pratica rappresentano un rischio inaccettabile.

Mani che configurano i parametri di altezza e peso su navigatore GPS per camper

Seguite questa checklist per una calibrazione ottimale del profilo veicolo nel vostro GPS:

  • Altezza: Inserite il valore misurato in assetto da viaggio, a cui avete già aggiunto il vostro margine di sicurezza personale di 10-15 cm. Se il vostro camper è alto 3,12 m, la misura da inserire sarà 3,25 m o 3,30 m.
  • Larghezza: Non inserite la larghezza della carrozzeria indicata sul libretto. Misurate la larghezza reale con gli specchietti retrovisori aperti, perché sono loro il punto più largo del veicolo. Aggiungete anche qui 5-10 cm per lato come tolleranza.
  • Peso: Impostate sempre il peso a pieno carico autorizzato (indicato sulla carta di circolazione), non il peso a vuoto. Questo influisce sul calcolo di percorsi che evitano ponti con limiti di portata.
  • Lunghezza: Misurate la lunghezza totale, includendo eventuali portabici o altri accessori sporgenti.
  • Opzioni di Percorso: Attivate sempre le opzioni per evitare strade sterrate, inversioni a U e, se disponibile, strade con pendenze eccessive, soprattutto se il vostro camper è pesante e a trazione anteriore.
  • Verifica Profilo: Prima di ogni singolo viaggio, prendete l’abitudine di verificare in 2 secondi che il profilo attivo sia “Camper” e non “Auto”. Un errore di selezione del profilo è una delle cause più comuni di indicazioni pericolose.

Punti chiave da ricordare

  • La sicurezza non è un singolo strumento, ma un sistema: misurazione precisa, configurazione tecnologica e consapevolezza umana devono lavorare insieme.
  • L’altezza del vostro camper è un dato dinamico. Ogni modifica (gomme, sospensioni, accessori) impone una nuova, scrupolosa misurazione.
  • Fidatevi dei cartelli, ma con spirito critico: un nuovo asfalto può ridurre l’altezza effettiva. Applicate sempre un vostro margine di sicurezza personale.

Come memorizzare e rispettare la sagoma del camper per evitare danni da 5.000€?

Tutta la conoscenza tecnica e la tecnologia del mondo sono inutili se, nel momento della guida, l’informazione cruciale – l’altezza del vostro veicolo – non è immediatamente presente alla vostra coscienza. L’ansia da sottopasso, come evidenziato da molti camperisti, nasce proprio da questo: “Un utente del forum riporta: ‘il Rimor Seal 3 e’ alto 305cm, il Siena 422 e’ alto 320cm… insomma non vorrei essere in giro con il patema che qualche balcone o qualche ponticello mi fracassi la mansarda’”. Questa ansia deriva dal non aver completamente interiorizzato la sagoma del proprio mezzo. L’obiettivo finale è trasformare la conoscenza dell’altezza da un dato numerico a un riflesso condizionato, una sorta di sesto senso geometrico.

Per raggiungere questo stato di competenza inconscia, è necessario creare un sistema di promemoria e rituali che mantengano l’informazione costantemente attiva a livello conscio e subconscio. Non si tratta di paranoia, ma di professionalità. I piloti di aerei utilizzano checklist prima di ogni decollo non perché non si fidino della loro memoria, ma perché sanno che la routine riduce a zero il rischio di errore umano. Adottate la stessa mentalità.

Il passaggio finale è rendere questa consapevolezza parte integrante della vostra routine di guida, eliminando l’ansia e sostituendola con una solida fiducia procedurale. Il seguente piano d’azione è progettato per aiutarvi a raggiungere questo obiettivo.

Piano d’azione per interiorizzare la sagoma: la vostra checklist pre-partenza

  1. Promemoria Visivo Permanente: Scrivete l’altezza esatta (comprensiva del vostro margine di sicurezza) su un adesivo ben visibile e posizionatelo sul cruscotto, vicino al tachimetro.
  2. Segnale Cromatico: Create un piccolo nastro colorato (es. rosso) da appendere allo specchietto retrovisore. La sua funzione non è mostrare l’altezza, ma agire come un “trigger” visivo che, ogni volta che lo sguardo vi cade sopra, vi fa pensare: “Attenzione, altezza”.
  3. Briefing di Equipaggio: Prima di partire, definite i ruoli. Il passeggero non è un semplice viaggiatore, ma un copilota attivo con il compito specifico di co-controllare la segnaletica verticale e avvisare in caso di dubbio.
  4. Rituale di Accensione: Prendete l’abitudine di ripetere ad alta voce l’altezza del veicolo ogni volta che accendete il motore. “Camper alto tre metri e venticinque. Procedo.” Verbalizzare rafforza la memoria.
  5. Allarme di Consapevolezza: Durante i lunghi viaggi, l’attenzione può calare. Impostate un allarme discreto sul telefono o sull’orologio che suoni ogni 90 minuti per ricordarvi di fare un check mentale: “Sono consapevole delle dimensioni del mio veicolo?”.

Questo sistema trasforma un’informazione astratta in un comportamento radicato. Rileggere e applicare le strategie per memorizzare e rispettare la sagoma del camper vi libererà definitivamente dall’ansia, permettendovi di godere appieno del viaggio.

Adottare questo approccio ingegneristico alla guida non significa togliere la magia al viaggio, ma eliminare una delle sue più grandi e costose fonti di stress. Trasformate l’ansia in competenza e ogni chilometro sarà percorso con la serenità di chi ha il pieno controllo del proprio magnifico mezzo.

Domande frequenti su Il terrore dei ponti bassi: come evitare di “scoperchiare” il camper in un sottopasso?

Qual è l’altezza massima di un camper mansardato?

L’altezza di un camper mansardato varia tipicamente tra 3,00 e 3,35 metri. È fondamentale misurare il proprio modello specifico, inclusi tutti gli accessori sul tetto come antenne, condizionatori o pannelli solari, e aggiungere un margine di sicurezza di 10-15 cm al valore rilevato.

Cosa succede se il mio navigatore per camper mi guida verso un ponte troppo basso?

Nessun navigatore è infallibile al 100%. Se un navigatore vi guida verso un ponte che sembra troppo basso, la regola è fidarsi sempre dei propri occhi e della segnaletica stradale. Fermatevi in sicurezza prima di impegnare il sottopasso e, se necessario, eseguite una manovra di emergenza per tornare indietro, seguendo un protocollo sicuro come quello descritto nell’articolo.

L’installazione di sospensioni ad aria cambia l’altezza del camper?

Sì, in modo significativo. Le sospensioni ad aria possono variare l’altezza del veicolo di diversi centimetri (spesso da +5 a -5 cm). È cruciale conoscere l’altezza del camper con le sospensioni gonfiate alla pressione di marcia standard e utilizzare sempre quel valore come riferimento, ricordando che l’altezza non è più fissa ma regolabile.

Scritto da Marco Bernardi, Ingegnere meccanico con specializzazione in sistemi automotive off-grid e sicurezza stradale per mezzi pesanti. Vanta 18 anni di esperienza nella gestione di flotte camper e nell'installazione di impianti fotovoltaici complessi. Attualmente dirige un centro di assistenza tecnica e scrive manuali di manutenzione per camperisti.